
Wiesendamm 10 a 4057 Basel ( CH )
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Cystoderma simulatum Orton 2. Coll.Position in classification: Tricholomataceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Basidiomycetes, Basidiomycota, Fungi Current Name: Cystoderma simulatum P.D. Orton, Trans. Br. mycol. Soc. 43(2): 222 (1960)
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| Oltingue ( Fra ) 4 Dicembre 2004 Temperatura : 3° - 5° Umidita : 100-100 % HABITAT : Zona collinare pianeggiante 410 m.s.l.m. Limite boschivo,nelle vicinanze di sentiero forestale, in tratto con solo Picea abies confinante con tratto boschivo con ( Fraxinus-Alnus-Fagus ) in zona ombrosa-umida, igrofila, su terreno argilloso, substrato misto argilloso-sassoso, superficie acida, con presenza di piccole piante boschive ed arbustive ,colonizzata da folte formazioni muscose e rilevante presenza di residui legnosi in decomposizione avanzata coperti da muschio, 12 esemplari vegetavano su tronchetti e rami muscosi di Picea abies molto degradati. Altre specie reperite nelle vicinanze : Hygrophorus pustulatus-Galerina spec.-Clitocybe vibecina. Leg.: Enzo Musumeci non commestibile Ha collaborato : Peter Baumann da Zwingen ( CH )
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| Osservazioni : Il periodo di vegetazione tardo autunnale-invernale e l'habitat strettamente lignicolo sono degli elementi utili per identificare questa rara entita', nella chiave dei cystodermi del 1973, autori Heinemann e Thoen, la specie viene inserita nella Sezione Cystoderma per la membrana sporale completamente amiloide, e le cellule del rivestimento pileico bruno-rossastro con KOH. altro particolare micro di notevole interesse sono la presenza di atrospore presenti in massa nel rivestimento pileico, tale particolare fu notato per prima volta da Thoen nel 1967 nello studio del materiale tipo. Le numerose raccolte effettuate e concentrate fra Dicembre e Gennaio, stanno a dimostrare la sorprendende adattabilita' di questa specie in periodi freddi e rigidi, puo' resistere molto bene anche alle gelate piu' intense con temperature molto basse -10° -15°, al rialzo delle temperature riprende la forma smagliante senza minimamente andare in decomposizione. A tal proposito mi ritorna in mente ,nello stesso periodo della raccolta, avevo prelevato alcuni esemplari in habitat e riposti in un contenitore di plastica trasparente, li avevo poi messi nel terrazzo ,sono stati dimenticati per ben 4 settimane in balia alle mutevoli condizioni ambientali, nel periodo che va' dal 5 al 29 Dicembre. Ebbene dopo questo tempo trascorso, mi accorsi finalmente dei funghi, all'apertura del contenitore rimasi sorpreso nel constatare che i funghi si presentavano nell'aspetto in perfetto stato con condizioni morfocromatiche senza parvenza alcuna di degradazione. Anche la microscopia effettuata, le strutture cellulari non mostravano alcun segno di decadimento o collassamento, ne tantomeno infiltrazione o contaminazione di agenti batterici nelle strutture imeniali.
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